Secoli XV - XVII

Già dal X al XIII secolo le città russe nelle quali fioriva il commercio avevano avuto stretti legami con l'Europa, ma tutti i rapporti furono interrotti dall'invasione mongolo-tatara e furono ristabiliti soltanto nel XV secolo, quando i mongolo-tatari vennero definitivamente sconfitti. La Rus' orientale si trovò sotto il dominio dei principi di Mosca. La Moscovia iniziò a sviluppare vivacemente il commercio e i rapporti diplomatici con i Paesi europei.

L'Italia in quel tempo era suddivisa in vari Stati, alcuni dei quali avevano interesse ad attirare la Rus' nella sfera della propria influenza politica. In particolare Venezia, i cui confini erano a diretto contatto con il mondo turco-mussulmano, teneva a stabilire rapporti con le popolazioni slave: serbi, polacchi, russi. Il rafforzamento della Turchia era una minaccia per l'attività commerciale veneziana in fiorente sviluppo e il problema delle alleanze, il cui carattere a quei tempi era sopratutto religioso, obbligava a guardare con sempre più viva attenzione a Mosca.

La minaccia di un'invasione turco-mussulmana, l'aumento di conflittualità in seno alla chiesa cattolica, induceva anche il Vaticano a cercare un possibile accordo con la chiesa ortodossa. Proprio a questo scopo nel 1438 si riunì a Ferrara e a Firenze un concilio, al quale insieme ai cattolici parteciparono i rappresentanti delle chiese ortodosse, tra le quali anche quella russa con a capo il metropolita Isidoro. La delegazione era costituita da circa 100 persone, perché oltre ai religiosi comprendeva anche i laici, come Foma Principe di Tver. La partecipazione al concilio degli "uniati" delle chiese cattolica e ortodossa fu respinta dalla società russa. L'unione delle chiese non furealizzata, ma proprio grazie a queste prime missioni la Russia fu di nuovo presente sulla scena diplomatica dell'Europa, dopo l'invasione mongolo-tatara.

Collegata a questi avvenimenti fu la diffusione in Russia di una descrizione del mondo occidentale europeo, che è fra le prime nella letteratura russa: si intitola Viaggio a Firenze 1437-1440 e il suo anonimo autore aveva fatto parte della delegazione russa.

Nel 1471 il Papa inviò a Mosca come ambasciatore Antonio. Nella lettera del Papa si diceva che gli ambasciatori del Gran Principe di Mosca avrebbero avuto piena libertà di movimento in tutti i Paesi che riconoscevano il primato spirituale di Roma. Negli anni successivi divennero più intensi i rapporti di Mosca con gli Stati italiani, sia attraverso matrimoni tra dinastie, sia con l'invio di varie missioni diplomatiche. Inoltre si fecero più stretti i contatti con il Papa di Roma.

Nel maggio 1524 Clemente VII inviò una lettera a Mosca con la quale invitava a far rientrare a Roma il suo rappresentante, il nobile genovese Paolo Centurione. Dopo un soggiorno di due mesi a Mosca, Paolo partì per Roma in compagnia dell'ambasciatore Dmitrij Gerasimov. Vasilij III aveva affidato a Gerasimov una lettera nella quale in risposta alla ambasceria del Papa, esprimeva il desiderio di partecipare alla Lega contro i mussulmani. Nei mesi di giugno - luglio 1525 Dmitrj fu ricevuto con onore alla corte papale e consegnò al pontefice, a nome proprio e del Gran Principe di Mosca, una pelliccia di zibellino, visitò il senato di Roma e la città. Fu appunto in quel tempo che divenne noto in Europa il ritratto di Vasilij III. E' probabile che fosse stato portato in dono al Papa da Gerasimov, che il 20 luglio 1526 ritornò a Mosca insieme all'ambasciatore del Papa.

Il XVII secolo fu un periodo di crisi per l'Italia. Terminato il secolo del Rinascimento, l'agricoltura divenne la risorsa principale dell'economia italiana. Mentre i Paesi del nord Europa si sviluppavano rapidamente l'Italia viveva un'epoca di relativa stasi. La maggior parte degli Stati italiani erano venuti a trovarsi in potere della Spagna e della Francia, il che impediva loro sostanzialmente di avere iniziative in materia di politica estera.

Durante il Regno di Pietro I, zar e poi imperatore di Russia, furono fatti numerosi tentativi per stabilire rapporti diplomatici con gli Stati italiani, più esattamente con la Repubblica di Venezia. Ma a causa dell'opposizione delle potenze europee, e in particolare di Vienna che non voleva che la Russia con l'accordo con Venezia rafforzasse le sue posizioni, sia sul continente che sui mari, ogni tentativo fu vano.

 

XVIII secolo

Tra il 1701 e il 1714 l'Italia fu campo di battaglia nella guerra di successione spagnola. Alla fine della guerra l'Austria si trovò ad avere il predominio in Italia: erano sotto il suo potere molte regioni del centro e del nord. Le guerre tra i Borboni di Spagna e gli Asburgo d'Austria continuarono fino alla metà del XVIII secolo sul territorio italiano, la cui carta politica mutava ripetutamente. Di una propria politica potevano allora disporre soltanto il governo di Venezia e la casa di Savoia, che comprendeva nel proprio ducato anche il Piemonte.

Nel 1711 fu istituito a Venezia il primo consolato russo sul territorio italiano, che era anche il secondo nel mondo, dopo quello istituito ad Amsterdam. Secondo un'ipotesi che ha basi storiche, il consolato a Venezia fu istituito per ordine diretto di Pietro I dopo una visita segreta ai cantieri navali di Venezia. Anche se il soggiorno dello zar russo a Venezia aspetta ancora di essere dimostrato dagli storici, vi è nell'archivio del Ministero degli Affari Esteri russo un documento incontrovertibile: la patente del primo console russo Dmitrij Bocis firmata il 2 marzo 1711 personalmente da Pietro I.

Nel 1748 la Russia tentò di stabilire rapporti ufficiali con Venezia e anche di sottoscrivere un trattato commerciale. Ma Vienna contrastava fortemente le trattative diplomatiche, nel timore di un rafforzamento dell'impero russo. Nel 1767 Caterina II inviò in Italia i fratelli Orlov in missione segreta. Così furono stabiliti contatti politici con i capi della Repubblica di Venezia, del Regno di Sardegna e di altri Stati italiani.

Il 10 marzo 1768 Caterina II con procedura unilaterale nominò proprio rappresentante a Venezia il consigliere di stato il marchese Pano Maruzzi, e richiese al senato veneziano di concedere ai propri rappresentanti tutti i diritti e privilegi diplomatici. Il senato diede una risposta formale affermativa alla richiesta, ma la sfera di attività di Maruzzi venne fortemente limitata.

Tra Venezia e l'impero russo vennero stabiliti rapporti diplomatici ufficiali soltanto nel maggio 1782. Un incaricato di affari a Genova venne nominato nel 1781 da Caterina II con procedura unilaterale. Con il Regno di Napoli furono stabiliti rapporti diplomatici, più stretti che con gli altri stati italiani, fra il 1776 e il 1778. I rapporti con il Piemonte vennero stabiliti nel 1783 e con la Toscana nel 1785.

XIX secolo

Negli anni delle guerre napoleoniche in Italia si formarono varie Repubbliche, che dipendevano direttamente dalla Francia. Nel Paese si diffusero largamente idee rivoluzionarie che rivendicavano l'unione e l'indipendenza nazionale. Continue guerre, rivolgimenti politici e movimenti popolari rivoluzionari sconvolsero l'Italia tra il 1796 e il 1814: l'isolamento provinciale, la chiusura di certe regioni ne furono alquanto attutite.

All'inizio del secolo il re di Sardegna Carlo Emanuele nominò inviato straordinario a Pietroburgo il conte Gaetano Balbo. Aveva contribuito a questa decisione Suvorov che si trovava con le sue truppe in Italia e in una lettera al duca d'Aosta aveva consigliato con insistenza di mandare un inviato a Pietroburgo.

Gaetano Balbo giunse a Pietroburgo con l'incarico di ottenere dalla Russia un aiuto finanziario per il re di Sardegna. Lo Zar Paolo in quello stesso anno inviò a Carlo Emanuele trecentomila rubli. Da allora per quindici anni il governo di Pietroburgo inviò un continuo regolare sussidio al re di Sardegna. La somma veniva registrata in bilancio e veniva utilizzata non solo a sostegno materiale della casa di Savoia, ma copriva anche le spese necessarie al mantenimento di consolati e missioni del Piemonte presso le corti europee - spese che l'impoverito Regno di Sardegna non era in grado di sostenere.

In seguito Alessandro I inviò alle corti europee una circolare con l'invito a seguire l'esempio della Russia e a concedere al re di Sardegna un prestito a fondo perduto. Nessun'altra corte, all'infuori di Inghilterra e Portogallo, rispose all'appello della Russia. In realtà, il Portogallo dopo breve tempo sospese quell'aiuto e la Russia ne assunse gli impegni finanziari. La casa di Savoia a Cagliari (dopo l'occupazione di Torino da parte delle truppe francesi, il re si era trasferito in Sardegna) fino al 1814 ricevette dalla Russia ogni anno una somma equivalente a duecentoquarantamila lire.

All'inizio degli anni 20, quando l'Italia fu sconvolta da un'ondata di movimenti rivoluzionari, gli Stati membri della Santa Alleanza, soprattutto l'Austria, si preoccuparono in particolare per la situazione nel Regno di Napoli. Nel congresso a Troppau, Metternich esortava a una vera e propria invasione militare allo scopo di mantenere lo status quo dei possedimenti territoriali in Italia. La corte russa tendeva ad una soluzione diplomatica della questione con la mediazione di Francia e Inghilterra. Nel novembre 1820 furono inviate da Troppau istruzioni ai consoli russi in Italia, nelle quali si diceva che la Russia era interessata alla integrità territoriale e all'indipendenza degli Stati italiani.

Il processo di unificazione dell'Italia negli anni 60 del XIX secolo ha coinciso con il processo di liberazione dei servi della gleba in Russia, in seguito alla riforma del 1861. Forti come mai prima di allora furono in Italia le manifestazioni di entusiasmo e di simpatia per il governo russo. Tuttavia, a parte il sostegno diplomatico che la Russia offrì al Piemonte nella guerra contro l'Austria, quei sentimenti non erano ricambiati in Russia. Le idee d'indipendenza nazionale e di libertà suscitavano una grande diffidenza nell'autocrazia russa. Era di ostacolo al riconoscimento diplomatico dell'Italia da parte della Russia anche il forte malcontento del governo russo per la politica democratica di Mazzini e Garibaldi, la cui attività ancora negli anni 30 era seguita con attenzione dal rappresentante diplomatico del governo russo Gorčakov, che si trovava in Toscana.

Dopo l'inizio dell'unificazione dei vari Stati italiani in un'unica entità e la proclamazione del Regno d'Italia con a capo Vittorio Emanuele II, l'impero russo ancora rifiutava di riconoscere l'Italia unita e di stabilire con essa rapporti diplomatici. Ma poi nel giugno 1862 la Russiadecise di riconoscere il Regno d'Italia. L'accordo commerciale italo-russo sottoscritto nel 1863 contribuì a rafforzare e sviluppare i rapporti economici e politici.

Nel 1876 la missione italiana a Pietroburgo e quella russa a Roma furono trasformate in consolati.

XX secolo

All'inizio del secolo vi furono notevoli progressi nelle relazioni italo russe grazie all'attività del console russo nominato nel 1906, il conte Murav'ev, un diplomatico intelligente ed energico, lontano parente di Aleksandr Petrovič Izvol'skij, di cui condivideva le idee politiche.

Tuttavia in seguito la prima guerra mondiale e la successiva rivoluzione di ottobre portarono alla interruzione dei rapporti tra i due Paesi. Relazioni diplomatiche ufficiali vennero ristabilite soltanto l'11 febbraio 1924 (già con l'URSS). Ma con l'inizio della seconda guerra mondiale i rapporti tra l'URSS e l'Italia vennero interrotti il 22 giugno 1941 e poi ripresi regolarmente il 25 ottobre 1944.

Nel 1955 furono stabiliti rapporti d'affari con la società italiana per l'energia ENI. Nel 1969 l'Italia, prima fra i Paesi occidentali, concluse con l'URSS un contratto a lungo termine per le forniture di gas.

Una nuova fase nei rapporti tra la Federazione Russa e l'Italia ebbe inizio con la visita a Roma il 19 e 20 dicembre 1991 del Presidente della Russia Boris El'cin. Il 23 dicembre 1991 l'Italia riconobbe la Russia quale soggetto di diritto internazionale a pieno titolo e stato legittimo successore dell'URSS. I principi fondamentali di un rapporto bilaterale hanno ispirato il Trattato di Amicizia e Cooperazione tra la Federazione Russa e la Repubblica Italiana, sottoscritto il 14 ottobre 1994. Con l'ingresso sulla scena internazionale della nuova Russia si sono notevolmente innalzati il livello e la dinamica di sviluppo dei rapporti italo-russi.

XXI secolo

Attualmente l'Italia è uno dei partner europei più vicini alla Federazione Russa, con la quale esiste ed è sempre in crescita una intensa cooperazione bilaterale in tutti i campi. La Russia e l'Italia sono su posizioni molto vicine sulla maggior parte delle tematiche relative alla politica mondiale, hanno un intenso dialogo politico e cooperano attivamente in diverse organizzazioni internazionali.

Dal 2002 esiste una linea di comunicazione diretta tra il Cremlino e Palazzo Chigi (sede del Presidente del Consiglio dei Ministri in Italia). Da questo stesso anno vi è l'uso, nei rapporti italo-russi, di organizzare incontri ad alto livello per consultazioni allargate intergovernative, alle quali partecipano i ministri dei vari settori interessati dei due Paesi. Si sono svolti sette incontri di questo tipo, l‘ultimo dei quali il 3 dicembre 2010 a Soči in occasione della visita in Russia del Presidente del Consiglio dei vinistri della Repubblica Italiana Silvio Berlusconi.

Il dialogo politico tra i due Paesi è straordinariamente ricco. Soltanto nel 2010 oltre al vertice di Soči del 3 dicembre vi sono stati quattro incontri ad alto livello: il 25 e 26 aprile V. V. Putin è stato in visita ufficiale a Milano, il 26 giugno a Kingsville (Canada), nell'ambito del summit del G8, si è svolto un incontro bilaterale tra il Presidente della Federazione Russa D. A. Medvedev e il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano S. Berlusconi. Il 23 luglio D. A. Medevedev è stato a Milano in visita ufficiale, il 9 e 10 settembre il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano S. Berlusconi è stato in visita ufficiale a Jaroslavl', dove ha partecipato al II Forum Politico Mondiale e ha incontrato il Presidente della Federazione Russa D. A. Medvedev, durante la stessa visita si è recato a Mosca dove è stato ricevuto dal Primo Ministro russo V. V. Putin.

Oltre all'intenso dialogo ad alto livello, vengono realizzati intensi contatti bilaterali tra organi del potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Dal 2000 opera la Grande Commissione interparlamentare italo-russa, che ha già tenuto unici incontri, l'ultimo dei quali si è svolto a Roma il 27 ottobre 2010.

Alla base del grande successo delle relazioni bilaterali, all'inizio del nuovo millennio, c'è sicuramente una salda alleanza economica. Per intensità di scambi commerciali l'Italia occupa il quarto posto tra i partner commerciali della Russia, dopo la Germania, i Paesi Bassi e la Cina.

Nel 2009 il volume degli scambi commerciali è stato di 32,9 miliardi di dollari (il 37,8% in meno rispetto ai dati del 2008, le esportazioni russe sono infatti diminuite del 40,3%, e le importazioni dall'Italia del 28,3%), di cui 25 miliardi per le esportazioni dalla Russia verso l'Italia e 7,9 miliardi per le importazioni.

Nel periodo gennaio - giugno 2010 gli scambi commerciali hanno raggiunto 17,9 miliardi di dollari (14,0 miliardi per le esportazioni, 3,9 miliardi per le importazioni) il 28,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2009. Le tematiche riguardanti la cooperazione bilaterale commerciale ed economica vengono esaminate dal Consiglio italo -russo per la Cooperazione economica, industriale, finanziaria, che dal 1999 ha tenuto 11 riunioni. L'undicesima sessione del Consiglio economico si è svolta a Mosca il 6 luglio 2010 sotto la presidenza del Ministro delle finanze della Federazione Russa A. L. Kudrin e del Ministro degli Affari esteri italiano F. Frattini. La XII sessione del Consiglio è prevista per il 2011 a Roma. Negli ultimi anni sono divenute di prioritario interesse nella cooperazione bilaterale le alte tecnologie e l'industria aerospaziale. Un ulteriore impulso in questo campo è stato dato dall'Accordo del 28 novembre 2000, entrato in vigore il 24 agosto 2004, per la cooperazione negli studi e nell'utilizzo dello spazio per scopi pacifici. Nell'aprile 2005 il cosmonauta italiano P. Vittori ha compiuto un viaggio nello spazio a bordo del "Sojuz". La compagnia italiana "Alenia Aeronautica" è divenuta partner strategico della russa OAO Grazdanskie samolety Sukovo per la realizzazione del modello Super jet-100. E' in crescita la cooperazione industriale tra OAO Sollers e FIAT per la produzione di automezzi commerciali, automobili e motori diesel, e anche tra OAO KAMAZ e Keys New Holland per la produzione di macchine agricole e mezzi per l'edilizia.

Il settore dell'energia è per tradizione l'elemento principale della cooperazione bilaterale in campo economico. Naturale perciò lo sviluppo della collaborazione tra Gasprom e ENI per la costruzione di un gasdotto dalla Russia all'Europa meridionale attraverso il Mar Nero (progetto South Stream). Nel campo dell'energia elettrica opera l'italiana ENEL, che nel 2006 ha acquisito il 49,5% delle azioni della Rusenergosbyt, e il 6 giugno 2007 ha vinto la gara d'appalto per la vendita del 25% delle azioni OGK-5 e attualmente possiede il pacchetto di controllo delle azioni di questa società (quasi il 70%). Un altro progetto energetico a lungo termine è la creazione, ad opera di GK Rosat, FGY RNC Kurčatovskij Institut insieme a partner italiani, del reattore termonucleare sperimentale Ignitor, su territorio russo.

Nel 2004 è stato avviato il Foro di Dialogo delle Società Civili, per stimolare la collaborazione tra i rappresentanti della società civile dei due Paesi in diversi campi. Un evento importante è stato l'incontro a Mosca, sotto l'egida del Forum di Dialogo, del Presidente della Federazione Russa con i principali imprenditori italiani. Nel 2009 e' divenuto copresidente russo del Forum V. A. Dmitriev, presidente della Vneshekonombank. Da parte italiana dirige il Foro la nota imprenditrice L. Todini. Il 2 dicembre 2009 si è tenuta a Roma una riunione del Foro di Dialogo sul tema "La Russia e l'Italia nell'Europa del dopo-crisi". I copresidenti del Foro di Dialogo hanno discusso dei piani di lavoro e dei risultati a lungo termine nella riunione plenaria intergovernativa del 3 dicembre 2009. L'ultima sessione del Foro si e` svolta il 2 dicembre 2010 a Soči alla vigilia del vertice intergovernativo ed e` stata dedicata al tema dello sviluppo del partenariato tra i due Paesi e le due societa` al fine di una piu` ampia modernizzazione.

La collaborazione è' stata rafforzata con la creazione in Russia di distretti industriali che si sono avvalsi dell'esperienza italiana nati su iniziativa promossa da S. Berlusconi nel 2002. Attualmente aderiscono 17 regioni russe. Nel novembre 2005 il primo distretto industriale di Lipeck è stato riconosciuto zona a economia particolare. Attualmente tra le regioni russe che hanno raggiunto i maggiori risultati in questo ambito si possono ricordare anche la Repubblica del Tatarstan (Investitore Internazionale, produttore di polipropilene), la Regione di Mosca (Marazzi , produttore di piastrelle di ceramica), le Regioni di Sverdlovsk e di Perm', la Repubblica Chuvashia, dove sono stati creati i modelli dei distretti industriali.

Occupano un posto importante nelle relazioni bilaterali i rapporti interregionali. Sono stati firmati e realizzati più di 40 accordi tra le regioni italiane e i soggetti della Federazione Russa.

La Russia e l'Italia cooperano attivamente in base all'Accordo intergovernativo, firmato il 14 novembre 1996, su questioni tecnico-militari, nonché sul settore dell'industria per la difesa.

Nel settembre 2004 e nel gennaio 2008 nel mar Mediterraneo sono stati avviati studi da parte della marina militare russa unitamente a quella italiana.

Nel corso del summit italo-russo del 14 marzo 2007 a Bari è stato firmato un Accordo sulla reciproca difesa della proprietà intellettuale in campo militare (entrato in vigore il 26 gennaio 2009). Il 10 marzo 2010 a Mosca si è tenuta l'undicesima riunione della Commissione mista per la collaborazione tecnico-militare, istituita in base all'Accordo bilaterale del 1996.

La collaborazione istituita in seguito all'Accordo bilaterale in campo militare ha avuto un grande impulso dalla solidarietà senza precedenti espressa dall'Italia verso la Russia in occasione del tragico atto terroristico a Beslan. Il governo italiano è stato il primo ad inviare gli aiuti necessari per affrontare le conseguenze di questa tragedia. Il 17 novembre 2006 è stato inaugurato il Centro di riabilitazione infantile, la cui costruzione è stata interamente finanziata dal governo italiano. L'Italia ha finanziato anche una serie di altri progetti per l'ammodernamento di alcune strutture sanitarie a Beslan e Vladikavkaz. Nell'aprile 2009 un gruppo di specialisti della protezione civile russa su richiesta del Dipartimento della difesa civile presso il Consiglio dei Ministri italiano si trovava all'Aquila - dove il 6 aprile 2009 vi era stato un rovinoso terremoto - per partecipare alla valutazione della stabilità delle abitazioni e di altri edifici, che erano stati esposti all'azione del terremoto. La Russia si e` assunta l'impegno economico per la ricostruzione di due edifici storici ad Aquila - il Palazzo Ardinghelli e la Basilica si S.Giorgio.

In base agli Accordi intergovernativi del 15 gennaio 2001 si sono sviluppati vivacemente i contatti fra i giovani grazie ai protocolli biennali sugli scambi giovanili. Dal 2004 nelle scuole pubbliche russe e italiane vengono organizzate settimane della cultura e della lingua dei due Paesi, vengono organizzati viaggi di scambio tra studenti.

E' in corso di realizzazione un esteso programma di manifestazioni per la diffusione della lingua russa in Italia e della lingua italiana in Russia, nel contesto degli Accordi per lo studio della lingua russa nella Repubblica Italiana e della lingua italiana nella Federazione Russa, firmato a Roma il 5 novembre 2003 ed entrato in vigore nel giugno 2008.

Il 3 dicembre 2009 nel corso della sesta sessione delle consultazioni intergovernative a Roma è stato firmato fra i due Stati un Accordo per il reciproco riconoscimento dei titoli di studio rilasciati nella Federazione Russa e nella Repubblica Italiana.

Nel 2003 è stato istituito un premio di riconoscimento, a nome del Presidente della Federazione Russa unitamente al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, da assegnare a personaggi meritevoli per aver contribuito allo sviluppo dell'amicizia e della collaborazione tra Russia e Italia. I primi premiati sono stati il direttore del Museo A.S.Puškin di Mosca Irina Antonova e il regista italiano Franco Zeffirelli. Nel 2009 il premio è stato assegnato al Ministro della Protezione Civile S.K.Sojgu e al Capo della Protezione Civile presso il Consiglio dei Ministri italiano G. Bertolaso. La consegna è avvenuta nel corso della sesta sessione delle consultazioni intergovernative il 3 dicembre 2009 a Roma.

La collaborazione in campo umanistico e culturale è l'elemento più importante delle relazioni bilaterali. I rapporti culturali fra Italia e Russia si svolgono attualmente in base all'Accordo intergovernativo del 10 febbraio 1998, nonché in base ai programmi di scambio che sono stati concordati all'interno della Commissione mista italo-russa e poi fissati in protocolli bilaterali. Nel corso delle consultazioni intergovernative ad alto livello tenute a Mosca tra D. A. Medvedev e S. Berlusconi è stata approvata l'iniziativa, promossa dai ministri della cultura dei due Paesi, di proclamare il 2011 Anno della cultura della lingua russa in Italia e Anno della cultura e della lingua italiana in Russia. Su disposizione n. 748 dell'11 novembre 2009 del Presidente della Federazione Russa è stata decisa la composizione della parte russa del Comitato organizzativo per la realizzazione delle manifestazioni (ne sono presidente A.D.Žukov vice Primo Ministro della Federazione Russa, vicepresidente A. A. Avdeev Ministro della cultura della Federazione Russa, coordinatore M. E.Švydkoj delegato del Presidente della Federazione Russa per la collaborazione culturale internazionale).